Palazzo Ducale Genova
Paganini Rockstar Milano

19 Ottobre, 2018 - 10 Marzo, 2019

Presentazione

Paganini e rockstar sono due parole ardite da accostare. Tuttavia, nelle sale di Palazzo Ducale si vuole raccontare l’arte del grande violinista genovese osservata dalla prospettiva musicale di oggi, un oggi forgiato anche dai suoni e dal genio di un chitarrista afroamericano di Seattle, Jimi Hendrix.
Niente di apparentemente più distante.


Nicolò Paganini
(di G. Patten, Ritratto di Paganini, 1832, collezione privata)

Eppure, proprio dalla vicenda artistica e biografica di Paganini provengono elementi e caratteristiche che ancora oggi marcano il percorso dei musicisti: la scoperta del talento, il virtuosismo, la performance, il look, il tour, lo scatenamento di fantasie ed entusiasmi del pubblico, il complicato rapporto fra vita professionale e dimensione esistenziale privata, le eredità...

Mettere in mostra la musica non è facile, ma nemmeno impossibile.
Una delle strade percorribili è mettere in gioco i racconti che Paganini ed Hendrix hanno ispirato in coloro che hanno avuto la fortuna di assistere alle loro magie. Allo stesso tempo possiamo ascoltare i racconti delle rockstar di oggi, che narrando la loro esperienza attualizzano continuamente i processi creativi (individuali e collettivi) e i percorsi complessi sottesi alla vita di una star della musica rock.

Un’altra via viene dall’ispirazione delle Lezioni Americane di Calvino: “Dal momento che un oggetto compare in una narrazione si carica di una forza speciale, diventa come il polo di un campo magnetico, un nodo d’una rete di rapporti invisibili. […] In una narrazione un oggetto è sempre un oggetto magico”. In alcune sale quindi i visitatori saranno guidati da oggetti in evidenza, veri e propri catalizzatori di racconti e musiche.
Del resto sia Paganini sia Hendrix affidarono la loro arte a due oggetti certamente magici: il violino costruito nel 1743 da Giuseppe Guarneri del Gesù detto Il Cannone per la potenza straordinaria del suono e la chitarra elettrica Fender Stratocaster, un vero e proprio mito per generazioni di giovani musicisti rock che elessero Jimi Hendrix a proprio guru.
I due strumenti erano di fatto prolungamenti della loro anima oltreché del loro corpo.
E la loro musica era portatrice di una sorta di fascinazione, che faceva cadere le persone in loro potere, trascinandole in territori inesplorati e dunque pericolosi, e forse proprio per questo entrambi ebbero fama di maledetti.

Capriccio n. 5
(Capriccio n. 5, autografo - Archivio Storico Ricordi )

Era il potere della loro aura potremmo dire. La meraviglia suscitata dal virtuosismo di Paganini, così estremo, nuovo, dirompente è pari allo stupore del pubblico della Hendrix Experience proposta alla fine degli anni Sessanta: un’esperienza determinante per il futuro del rock.

La sfida della mostra è far emergere non solo i numerosi punti in comune fra Hendrix e Paganini ma anche, forse soprattutto, raccontare cosa significhi far musica per una persona che ha il pieno controllo su ciò che suona e su come lo suona.

Jimi Hendrix
(Ritratto di Gered Mankovitz, Jimi Hendrix Mason's Yard Studios London, 1967)

Quali sono, insomma, gli ingredienti necessari? Cosa trasforma un musicista in una rockstar? Alcuni testimonial d’eccezione hanno accettato la sfida, e proveranno a rispondere a queste domande nelle diverse sezioni tematiche in cui è articolata la mostra, raccontando il proprio rapporto con la musica.

Se è vero che una componente fondamentale è il talento, è vero anche che il talento, da solo, non basta: servono anche la fama, la notorietà, l’essere riconoscibili nella massa. L’immagine, e il rapporto tra fama e immagine è al centro dell’intervento video di Morgan, che racconta come un musicista possa diventare un vero e proprio personaggio, per lo stile, il look e i comportamenti in pubblico.

Mentre Salvatore Accardo, storico interprete d’eccellenza del repertorio paganiniano, presenta i temi del virtuosismo e la sua personale esperienza con essi.

Buona parte della fama di Paganini era legata non soltanto al suo talento e al suo essere virtuoso, ma anche alla sua capacità espressiva che mandava il pubblico in visibilio. La stessa di Hendrix durante i concerti: ma cosa vuol dire trovarsi sul palco davanti a un grande pubblico? Gianna Nannini racconta la sua esperienza, le aspettative e le emozioni che si scatenano in quei momenti e la capacità di trasmetterle.

Ivano Fossati, infine, mette a confronto il modo di suonare di Paganini e di Hendrix, presentando le numerose analogie che uniscono i due musicisti, a cominciare dal loro anticonformismo, dallo spirito di innovazione, dal modo di porsi davanti al pubblico, per cui entrambi sono a tutti gli effetti delle rockstar.

La mostra propone dunque diverse chiavi di lettura attraverso le quali conoscere la figura di Niccolò Paganini, diversi percorsi che ne lasciano emergere tutta l’attualità, senza dimenticare la componente umana del far musica, perché alla fine è lì che sta la vera magia.

Cuore pulsante dell’intera mostra è il terzo ambiente, con un’inedita performance realizzata per l’occasione da Roberto Bolle, Étoile del Teatro alla Scala di Milano e Principal Dancer all’American Ballet Theatre di New York. Testimonial d’eccezione, forte della sua intensissima arte, capacità e tecnica interpretativa, Bolle è il protagonista di un brano di danza sul Capriccio 24 di Niccolò Paganini, eseguito dal violinista Leonidas Kavakos (Dynamic, Genova).
L’interpretazione del grande danzatore conduce così il visitatore in una dimensione esperienziale e fortemente emotiva, che gli consente di “visualizzare” un concetto così complesso come quello del virtuosismo.
La coreografia è di Mauro Bigonzetti, con le regia di Cristian Biondani, produzione ITVmovie, Milano.

La mostra è curata da Roberto Grisley, Raffaele Mellace e Ivano Fossati, affiancati da un comitato scientifico composto dagli stessi curatori e da Claudio Proietti, coordinatore, Roberto Iovino, Maria Fontana Amoretti, Pietro Leveratto.

L'allestimento e il progetto multimediale è a cura di NEO – Narrative Environments Operas di Milano.

Vogliamo dedicare Paganini Rockstar a Roberto Grisley, uno dei maggiori studiosi di Paganini, generoso maestro e appassionato curatore, scomparso prematuramente nel luglio scorso, senza avere avuto il tempo di veder realizzata la mostra a cui ha lavorato con entusiasmo dal primo momento.

Mostra promossa da

Palazzo Ducale Genova
Comune di Genova
Regione Liguria
Camera di Commercio Genova
Genova More Than This

Partecipanti alla Fondazione Palazzo Ducale

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Fondazione CARIGE
Costa
Civita

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Fondazione Palazzo Ducale

IREN

Sponsor attività didattiche della
Fondazione Palazzo Ducale

COOP

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Il Secolo XIX

Hospitality partner

NH Hotels Group

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Dynamic Genova

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Paganini Rockstar. Palazzo Ducale, Giacomo Matteotti, 9 - 16123 Genova. Dal 19/10/2018 al 10/03/2019.